La bocca della verità. Ascoltare “lalingua” di un bambino
Marzo 2026
In occasione della pubblicazione del libro di Jean Louis Sous
La bocca della verità. Ascoltare lalingua di un bambino
(Polimnia Digital Editions, Sacile 2025, ISBN: 9791281081543)
sabato 28 marzo 2026 alle ore 15.00 si terrà, alla presenza dell’Autore un incontro via Zoom al seguente link:
https://us02web.zoom.us/j/7602269765?pwd=aUkraVcvUGltOWNMTW5rREszWUR5dz09
Interverranno: Jean Louis Sous, Moreno Manghi, Sandra Puiatti
L’Autore risponderà alle domande di
Simone Berti, Maria Letizia Liron, Luca Lupo, Vania Ori e del pubblico
Traduzione simultanea a cura di Christine Dal Bon
“La bocca della verità” è un’espressione di solito attribuita al bambino per la sua presunta innocenza e richiama la famosa formella scultorea della basilica di Santa Maria in Cosmedin, a Roma, dotata di denti pronti a mordere chi mente. Mentire al bambino non significa raccontargli bugie occasionali, ma tradire la promessa e la parola data, tutto ciò che il bambino si aspettava, e che gli spettava, in quanto frutto dell’amore e del desiderio dei genitori, seppur effimeri. Questa menzogna, che fissa il bambino in una rappresentazione ingannevole, funzionale al mantenimento dei legami familiari e sociali, è raddoppiata dai costrutti teorici dei saperi ufficiali o referenziali: si tratti delle varie neuro-psico-pedagogie dell’infanzia o del “bambino edipico” teorizzato da Freud. Abbiamo così sempre a che fare con un bambino supposto, perfino quando gli imputiamo una “domanda di cura” – da lui mai formulata – di sintomi che, tradotti in parole, rivelano la sua eroica resistenza contro la menzogna che lo ha devastato, ma che, ricondotti a griglie interpretative o iter medici, rinnovano il tradimento originale. Ritrovare, ascoltare, parlare lalingua di un bambino, gli offre la possibilità di ripagare chi gli ha mentito con il morso della verità, e di aprirlo a un nuovo destino.
La bocca della verità è un libro che per molti versi apre una nuova prospettiva riguardo all’analisi (se la si può definire così) del bambino, del modo in cui lo si ascolta e gli si parla, del modo in cui è presentato il suo “caso”, o meglio, del modo in cui il bambino è rappresentato nel discorso dei genitori, degli insegnanti, degli psicologi, psicoterapeuti ecc. ‒ di tutti coloro, insomma, che suppongono al bambino una domanda di cura che egli non fa e che non può fare, e di come orientarsi in questa Babele per cercare di ritrovare la sua “lalingua”. Il libro è ricco di folgoranti racconti analitici che di per sé sono un insegnamento per tutti. Uno di questi è stato anche pubblicato sul «Giornale di bordo» n. 6, diretto da Ettore Perrella (https://polimniadigitaleditions.com/download_me/giornale_di_bordo/Si%20pu%C3%B2%20ancora%20parlare%20di%20trattamento%20psicanalitico.epub)
Jean Louis Sous (1948) è membro dell’École lacanienne de psychanalyse (ELP), ed esercita la psicanalisi ad Angoulême. Le sue numerose pubblicazioni hanno come filo conduttore la psicanalisi, quella lacaniana soprattutto, a cui ha dedicato molti libri, esplorandola sotto poliedrici aspetti, anche quelli più curiosi e solitamente poco frequentati (Les p’tits mathemes de Lacan. Cinq études sérielles de psychanalyse, Epel 2000; Prendre Langue avec Jacques Lacan: Hybridations, L’Harmattan 2013 – uno studio sui neologismi inventati da Lacan; L’équivoque interprétative: Six moments de Freud à Lacan, Editions Le Bord de l’eau 2014; Pas très catholique, Lacan?, Epel 2016; Lacan et la politique: De la valeur, érès 2017; La psychanalyse n’est pas un mysticisme, Epel 2019; Le paradigme R.S.I.: Variantes et tribulations, Epel 2024).
Tuttavia, nella sua opera ci sono altri fili che insistono, che ritornano e che spostano lo sguardo altrove.
Prima di tutti quello del suicidio: Nicolas de Staël: Portées d’un acte, Epel 2015 (indagine su ciò che ha potuto orchestrare l’atto con cui il pittore si è lanciato nel vuoto); L’escroque mort, Saint Honoré 2020 (temine intraducibile, che potremmo rendere provvisoriamente con “il truffa morte” o “l’estorci morte”, in cui, oltre a tre “racconti analitici” si parla di Antigone, dei deportati, dei bambini morti appena nati); e i recentissimi Le deuil vous écrit, L’Harmattan 2025, che potremmo rendere con “È il lutto che vi scrive”, nel doppio senso del termine), e Le faire-part d’un deuil: Etudes psychanalytiques (Stilus 2025).
Un curioso saggio sulla B. D. (bande déssinée), la striscia a fumetti: Mises en abîmes psychanalyse/BD, Saint Honoré 2019; ma anche un libro sulle avventure dello specchiaio Enzo Barbini in J’essuie-glace, Editions Beaurepaire 2017, gioco di parole fra essuie-glace, tergicristallo, e je suis glace, io sono (uno) specchio.
Un opuscolo sul corona virus, Vade rétro virus, Saint Honoré 10 novembre 2020: «Cosa avrebbe fatto Antigone se il fratello fosse “deceduto” a causa del Covid 19: avrebbe accettato che fosse sepolto come un cane?».
E ancora, On abuse un enfant en l’Église (“Si abusa un bambino in Chiesa”), tradotto in italiano col titolo, forse un po’ troppo prosastico, La chiesa cattolica e gli abusi sui minori. Studio in prospettiva psicanalitica a partire dalla Francia, L’Harmattan Italia 2025.
Un racconto lungo, Et il s’éteignit sous un pin (“E si spensero sotto un pino”), Privilèges Atlantica Editions 2010, storia di un padre e un figlio che tentano di guarire le piaghe, ridurre la frattura e ritrovare la pace, in un paesaggio sferzato da Klaus, il terribile vento delle Lande.
Un saggio su Don Quichotte: Chevalier de la post-vérité, L’Harmattan 2022.
Uno studio sulla perversione, Avatars de la perversion, L’Harmattan 2022. E molto altro ancora.
Ma forse il libro che più di tutti ci restituisce l’immagine variegata di Jean Louis Sous è Mille et un ricochets, Saint Honoré 2020: «In questo diario (journal de bord), le parole rimbalzano da una scena all’altra: le cronache economiche o politiche si incrociano con quelle familiari, e la Grande Storia fa eco alla piccola storia. I commenti su un libro, un film, un dipinto o una scultura risuonano con il ritmo di una poesia, la finzione di un racconto o le linee di un corpo. L’urgenza dell’attualità, in balia degli eventi, suscita, invoca la risorgenza del ricordo. È una scrittura frammentata come un gruppo di isole riunite in un arcipelago, che cerca di catturare le ecografie del reale».
La psicanalisi è una delle isole di questo arcipelago, o il nome dell’arcipelago che le riunisce?

