| isbn | 9791281081659 |
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| pagine | 270 |
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Antisemitismo | L’evoluzione del mito sacrificale Marcelo Pakman
L’antisemitismo non è semplice pregiudizio, né sentimento di passaggio. È una pratica storica e concreta, incarnata in forme sociali, giuridiche, culturali, politiche e religiose, che ha prodotto – e continua a produrre – violenza reale. Marcelo Pakman, con questo saggio imprescindibile, ci obbliga a guardare dentro quella violenza, senza schermarla né travestirla dietro interpretazioni rassicuranti o astrazioni speculative. Al centro, vi è un’idea radicale: l’antisemitismo è una pratica sacrificale, non simbolica né metaforica, ma materiale, reiterata, persistente, abituale.
Il sacrificio di cui si parla non è quello di un mito atavico ripresentato, ma quello che si consuma nel quotidiano: nelle esclusioni sottili, nei silenzi che angosciano, negli sguardi che appartano. L’Ebreo non è mai un semplice “altro”, ma è designato come vittima necessaria, come figura che deve espiare per le tensioni interne della società, per il disordine procurato, per le sue paure.
Pakman rifugge dall’asilo nel linguaggio teorico o in quello storico della cronologia lineare. La sua scrittura non è né accademica né pietistica. È puro gesto etico. Un corpo a corpo con la persistenza della violenza antisemita che non si esaurisce con la Shoah, ma la precede, l’accompagna, la oltrepassa.
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